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Informazioni geografiche |
NOALE |
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CITTA’ TURRITA DEI TEMPESTA |
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in collaborazione con |
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Noale sorse in un territorio già abitato nell'età del ferro, ricco di testimonianze dell'epoca romana della quale conserva la suddivisione agraria. Il suo nome (nel medioevo attribuito alle località di nuovo utilizzo) fa supporre che il primo nucleo urbano sia sorto in un'area di dominio della foresta secolare che s'era andata formando dopo la crisi dell'impero romano. La prima notizia certa della sua esistenza è un documento redatto "a Noale" nel 1119. Le fonti sono tuttavia insufficienti per fornirci un quadro storico esauriente riguardo le sue origini. Appare comunque certo che sin dalle sue origini vi si sia insediata la famiglia dei Tempesta, i cui membri, fin dalla documentazione del XII secolo, sono considerati i titolari dell'ufficio dell'avogaria dell'episcopato e del capitolo della cattedrale di Treviso. Il vescovo per salvaguardare i suoi interessi di natura politica, economica e militare concedeva in feudo agli avogari, terre, ville e massaricie. Fra i beni che i Tempesta possedevano, i castelli di Noale e Brusaporco (l'attuale Castelminio di Resana) furono beni di tipo allodiale ossia liberi da ogni vincolo di natura feudale, infatti non appaiono fra il patrimonio vescovile secondo il privilegio di Eugenio III del 1152 né fra le vassallità vescovili nel 1178. Nel 1181, in una delle tregue imposte dalla lega lombarda nel contrasto fra Treviso e il Comune di Padova, ai Tempesta, fu riconosciuta la giurisdizione su Noale "pro Comune Tarvisii", una formula che fa pensare ad una specie di protettorato che lasciava intatti i poteri signorili sul castello e sul suo distretto. Nel 1339 alla conclusione del conflitto Veneto-Scaligero Noale, passò con tutto il trevigiano allo stato veneziano con il quale rimase, salvo un breve periodo di dominio Carrarese, sino al 1797, anno della caduta di Venezia ad opera di Napoleone. Noale ebbe dunque origine in quella fase storica in cui, avvenuta la sconfitta del potere imperiale ad opera del papato nella lotta per la nomina dei vescovi (1122), si erano creati nuovi spazi favorevoli all'instaurarsi delle comunità cittadine. Pur in presenza di un allargamento democratico della società comunale, con conseguente riduzione dell'area del feudo nelle città, nei centri minori e nelle campagne, l'aristocrazia rimase padrona assoluta. Quattro furono le potenti famiglie che dominarono questa parte del Veneto: gli "Estensi", i "da Camposampiero", i "da Camino" e i "da Romano". Altre minori emersero; fra queste ricordiamo i "Tempesta". E', questo, un periodo di grande sviluppo delle infrastrutture che ebbero lo scopo di garantire alle città le fonti di approvvigionamento e di diretto sbocco di mercato. Si confermarono antichi tragitti e se ne crearono di nuovi, si organizzò una rete di strade, di canali, di fiumi arginati. Il territorio si punteggiò di capisaldi militari, di torri, di castelli, di bastie. A partire dall'ultimo trentennio del XII secolo, è testimoniata infatti, l'esistenza di diversi borghi cresciuti attorno ed a ridosso di castelli in area veneta. Borghi franchi vennero fondati ex novo: Castelfranco nel 1186, Cittadella nel 1229 per citarne alcuni, e si tracciarono le prime, ancora incerte, linee di confine. Giambattista Rossi in uno scritto su Noale parla di altri castelli ubicati a breve distanza da quello noalese quali Stigliano, Robegano, Moniego, Scorzè, S. Ambrogio, alcuni distrutti nel XIII secolo. Fra tutti i centri fortificati della zona, Noale rimane l'unico che ha conservato in maniera leggibile l'impianto complessivo del sistema di fortificazione ed è quindi, importante testimonianza di interesse storico ed architettonico del territorio posto al confine fra Padova, Treviso e Venezia Geucellone Tempesta Nel 1337 la Repubblica di Venezia manda un capitano, Guecellone Tempesta, a Noale nell'estremo tentativo di sottrarsi alla soffocante protezione scaligera, che pure gli aveva consentito di mantenere piena giurisdizione sul feudo di Noale, preferì cedere i propri dominii alla Repubblica di Venezia, ottenendo in cambio l'investitura a capitanio di Noale. Alla morte di Guecellone, avvenuta a Padova il 23 settembre 1338, il governo veneziano ridusse sostanzialmente le prerogative signorili dei suoi discendenti e unì gran parte delle ville già soggette al dominio dei Tempesta al territorio trevigiano che nel 1339, a conclusione della guerra veneto-scaligera, entrava formalmente a far parte dello Stato da terra veneziano. I Tempesta tuttavia conservarono le loro prerogative signorili, seppure con una giurisdizione estremamente limitata, fino al settembre del 1342 quando il rettore di Treviso venne incaricato dalla Repubblica anche del governo di Noale. Inizialmente il podestà di Treviso mandava ogni mese una bandiera di soldati con relativo connestabile ed a capo del distaccamento Venezia nominava direttamente un capitano. Dal 1343 al posto del capitano veneziano il podestà di Treviso inviò uno dei quattro giudici di sua fiducia (socii). Dal 1356 la Serenissima inviò a Noale dei Capitani Rettori e nel 1360 il Maggior Consiglio istituì la Capitaneria. |